IL VIGNETO


Podere Daino Vigneto

Il vigneto  di Podere Daino è coltivato, da sempre, con particolare cura e attenzione e si distingue in Vigna dei Patriarchi e Vigna Nuova.

Vigna dei Patriarchi

L'impianto del Vecchio Vigneto o Vigna dei Patriarchi risale ai tempi della riforma dell'Ente Maremma 1951/'52 con barbatelle di varietà selezionate dal Consorzio, messe a dimora con criteri di produzione familiare, a stretto uso del fondo, per creare autonomia e autosufficienza alimentare ai nuclei affidatari dei vari poderi. Così Podere Daino impianta barbatelle di Ciliegiolo, Alicante o Tinto di Spagna, Sangiovese a grappolo grande, Morellino e Canaiolo, poi alcune piante di uve bianche Procanico e Malvasia tutte su piede portainnesto 420A e Cober5 BB, per una superficie complessiva di 0,5 Ha.

La distanza tra le file di circa 4 mt. ha permesso la lavorazione con bovini e aratrino, traino condotto da sapienti mani contadine. La lavorazione meccanica dei terreni, con gli anni, ha favorito una curiosa scalettatura dei filari, oggi quasi riconducibile a un terrazzamento.

La scelta di non espiantare la superficie per un rinnovo del vigneto, ha determinato la salvaguardia di un angolo di recente passato, oggi veramente storico. Le piante di vite, hanno cosi potuto liberamente svilupparsi, con potature annuali non esageratamente costrittive, e oggi ci regalano la splendida visione della contorsione dei tronchi, l'avviluppasi dei tralci, sconfinanti sovrapposizioni. Come da centinaia di anni di storia della coltivazione della vite, si è  ripetuta la mediazione tra l'esuberante liana dei boschi e le necessità produttive del contadino.

Le viti sono state pazientemente fotografate, catalogate e cartellinate per un prossimo lavoro di ricostruzione storica, di ogni singolo vitigno, con passione e curiosità. Possiamo testimoniare che non è facile trovare viti di circa 65 anni e che la proprietà abbia resistito alle lusinghe di ottimizzazioni e conto economico. Una volta catalogato con precisione, potrà riservarci spunti, elementi di confronto e un possibile recupero genetico (vedi galleria foto). E' visitabile su prenotazione.

Raccolte le uve mature, abbiamo vinificato separatamente e con l'assemblaggio di Syrah, della vigna nuova, concorre a produrre il nostro vino IGT Maremma Toscana SIRANTE.

Vigna Nuova

Il nuovo impianto, interessa una superficie di circa 1,20 Ha. in forte pendenza, con sesto d'impianto di 2,50 per 0,80 mt. La composizione del terreno ha formazioni galestroso marnose ed é esposto a Sud / Sud Est. La varietà impiantata, con allevamento a cordone speronato, è il Syrah.

Vitigno originario probabilmente della Persia che oggi è annoverato tra i vitigni internazionali più interessanti. Poco produttivo, ma sicuramente ben adattato al clima ventilato salmastro, asciutto siccitoso, esposto a buone escursioni termiche. Concorre, con vinificazione separata, in assemblaggio con le uve provenienti dalla Vigna dei Patriarchi, a base prevalentemente di antichi cloni Sangiovese, alla produzione del nostro IGT Maremma Toscana SIRANTE.

Non utilizziamo pesticidi, diserbanti e farmaci sistemici. Sono ridotti al minimo gli interventi con prodotti chimici, assimilabili alla conduzione biologica. Praticando un'agricoltura responsabile, autocertifichiamo i nostri prodotti perché ne siamo i primi consumatori.

 

Cenni Storici


Vitis vitae, giunge nel Mediterraneo e si diffonde in Europa portata dai Greci che a loro volta ne raccolgono i segreti delle coltivazione dai Traci che coltivavano la fertile Mesopotamia.

Ben più antica è la sua storia, ne abbiamo tracce già nell’ 8000 a.C. tra India, Caucaso e Mesopotamia. Più recente, una collocazione che la vede a Colchide oggi chiamata Imerezia interna all’attuale Georgia. Georgia, dove oggi sono recuperate forme arcaiche di vinificazione, certamente con significative contaminazioni della dominazione romana, vinificazione effettuata in dogli-anfore di terracotta interrati nelle cantine che profittano di temperature costanti e della traspirazione della ceramica.

I processi di fermentazione sono associati all’origine stanziale dell’uomo che da cacciatore-raccogliatore e si fa pastore-agricoltore e utilizza il misterioso processo fermentativo che trasforma il pane, formaggio, vino. Ne abbiamo tracce, certe, in Armenia, Mesopotamia e Persia gia nel 5000 a.C.

Ai tempi, anche la birra era prodotta, estratta dall’orzo è conosciuta e consumata dal popolo, mentre il vino era esclusivo consumo dei re e principi Sumeri. Giunge nell’Egitto dei Faraoni e assume ruolo mistico, nel culto religioso dei popoli medio-orientali, nella cultura ellenistica con i riti dionastici, nel culto di Bacco nei romani ed infine assunto come proprio, dal cristianesimo.

Gli Etruschi piantano viti anche nelle necropoli, affrescano le tombe con grappoli e tralci di vite, con scene di banchetti dove il vino è presente. Oggi l’archeologia genetica ne recupera il patrimonio. Le piante sfuggite dai siti di inumazione e tornate nei limitrofi boschi (la stessa è definibile liana dei boschi) come l’edera e altri rampicanti, compete e profitta del sostegno degli alberi.

La coincidenza delle storie, riguarda anche Podere Daino, uno dei nostri vitigni principali è il Syrah la sua storia avventurosa ci porta in Estremo Oriente nelle terre del Shiraz origine di questo vitigno, da cui i francesi traggono ispirazione per un vino dalle radici primordiali.

La storia ci regala sorprese, il dono casuale a visitatori australiani giunti nella cantina Hermitage, mentre erano alla ricerca di piantine da mettere a dimora nel continente australiano. Il dono di alcune piantine, fatto generosamente dal nonno di Jean-Louis Chave, produttore del Côtes du Rhône, si rivelerà prezioso.

Negli anni intorno al 1866 la fillossera*, proveniente dall’ America del Nord distrusse i vigneti francesi e di mezza Europa.

La vicenda toccò profondamente la famiglia e Chave si imbarco per l’Australia sulle trcce di quel dono, clone-originario. Lo trovò, e il Syrah francese, diventato Shiraz australiano, ricominciò, reimpiantato (*) in Francia a primeggiare nel mondo.

Vino moderno porta il nome della città dell’uva piu antica, Shiraz (Persepoli, nell’attuale IRAN, dove è sepolto Ciro il Grande).

 

(*) La fillossera attacca la pianta della vite alle radici, rosicchiandole e uccidendola. Il carattere della vite è sdegnoso, si robusta, si resistente, ma spesso delicata nei condizionamenti di allevamento, semi-costretta a bonsai su vigneti intensivi. Una fortunosa intuizione, chi la ebbe risolse il problema. Si prese il piede selvatico americano (radice e primo troncone della vite), abituato a convivere con l’insetto da millenni, quindi immune all’attacco, si innestò, superiormente, le varietà europee superstiti. Oggi, tutti gli impianti moderni, sono costituiti da barbatelle, con piede selvatico americano, innestate con vitigni autoctoni europei.

IL VINO


La produzione 2015, prima e ottima annata dedicata alla commercializzazione, dopo la raccolta in campo, le uve selezionate, trasportate in cassetta, sono subito lavorate in cantina, deraspate e ammostate in tini di acciaio. Il vino, vinificato sulle bucce per 18/20 giorni, poi svinato è trasferito per  l'affinamento nella barriccaia, in tonneaux da 5 Hl.

L'utilizzo dei solfiti è minimo, anche perché  il grado alcolico finale, probabilmente 14 gradi, assolve ottimamente il ruolo di conservante. I vini non sottoposti a pastorizzazione ed a eccessivo filtraggio, sono vivi, carichi di fermenti e consumati al pasto, favoriscono la digestione.

È previsto l'imbottigliamento, l'etichettatura e la commercializzazione per i primi di novembre 2016 del nostro SIRANTE IGT Maremma Toscana.

I nostri tempi, ci regalano i raffinati retrogusti del vino, mai così bene si è bevuto, sensazioni fruttate, tostate, retrogusto di caffè, cioccolato ecc., ma il vino non è stato sempre così, sicuramente siamo i fortunati eredi del percorso dell’umano. Profittiamo di conoscenze che oggi ci fanno dire buono, ottimo, supremo…

Così, con fasi alterne nel correre della storia, il vino si è trasformato da alimento primario per gli umili (rende forti le braccia per la fatica), a ludico, a conviviale, a inebriante compagno di ogni occasione.

Splendido artifizio.

Notizie Utili


Il vino rosso possiede delle particolari proprietà benefiche. Tra quelle maggiormente conosciute c'è senza dubbio un'importante proprietà antiossidante, utile per la prevenzione dai tumori e per combattere i problemi causati dalla mancanza degli estrogeni.

Inoltre, il vino rosso possiede anche degli effetti benefici che consentirebbero di prevenire le malattie cardiovascolari, per esempio l'ictus e l'infarto, grazie alla sua capacità di abbassare la pressione arteriosa dovuta ai vari elementi presenti all'interno della bevanda.

Il vino rosso, poi, contiene un numero elevato di probiotici che riequilibrano la flora intestinale. In tal senso, un bicchiere di vino rosso aiuta lo sviluppo dei batteri benefici per la prevenzione o la cura dei problemi di stomaco.

In ultimo, grazie sempre alle sue proprietà antiossidanti e astringenti, il vino rosso previene l’adesione dei batteri alla vescica e, inoltre, migliora il filtraggio e la depurazione di questi organi.